8 CAPITOLO OTTO Caleb Dovrei essere furioso con me stesso. O almeno dilaniato dal senso di colpa. E in parte ne provo. Ma per lo più… per lo più noto che mi sento… sano. Per tre anni non ho fatto che barcollare al limitare della follia. Ho permesso troppo spesso all’orso di prendere il comando, ho perso la mia presa sulla realtà. Sulla vita. Sull’essere umano. A volte mi sono addirittura chiesto se fossi stato io il responsabile di ciò che era successo a Jen e Gretchen. Sono state uccise da artigli di orso, dopotutto. E ora… dopo una scopata con una giovane femmina umana, eccomi di nuovo in me. Riesco a pensare lucidamente. In modo più chiaro. Ciò che mi circonda è più a fuoco, la nebbia si è sollevata. “Com’è stata, secondo il tuo metro di misura?” mi chiede Miranda, scrutandomi da

