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136 Parole

25Raggiungo la porta chiusa che si trova prima del distributore di bevande calde e dei bagni. Osservo l’uscio trapassato dalle grida. «Falso!», sbraita una voce. «Non è vero che è falso!», ribatte l’altra. «Falso! Falso!». «Non è vero che è falso!». Mi protendo in avanti. Abbasso la maniglia con la mano vibrante. Spingo la porta in modo un po’ brusco. Si spalanca di colpo. Ecco le due rivali. Rosse in volto. Rigide per il livore. Una è in divisa, l’altra in borghese. Una ha gli occhi di ghiaccio, l’altra è un fiume di lacrime. Si fronteggiano in piedi, ai lati opposti della scrivania che fino a pochi mesi fa apparteneva all’ispettore-vicequestore Francesco “Franco” Bonora. Se n’è andato anche lui. L’hanno promosso questore a… Udine? Pordenone? Non me lo ricordo. Chi se ne fre

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