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50La hall è deserta. Gli ospiti del Santi sono andati in giro per Venezia a godersi questa estate infinita. «Buon pomeriggio, commissario Fellini», dice il tipo alla reception. Sui venticinque anni, alto e robusto, dotato di barbetta curatissima e occhialini. È un nuovo dipendente, suppongo. «Sì, sono Enzo Fellini. Ci conosciamo?». «Ih ih ih… Io conosco lei; lei mi conosce adesso: mi chiamo Camillo Benso, Conte di Cavour. Un anno fa avevo letto parecchie trame sui giornali… Cosucce piccanti… Peccato per…». Fa risatine, mossette e ammiccamenti. Esibisce la sua omosessualità. Ciascuno ha il suo modo di essere, penso. «…Piacere», dico. «Questa è la vicecommissaria Chiara Duò. Vorremmo parlare con Gavriel Allen Zimmerman». «Temo sia impossibile… Enzo. Posso chiamarla Enzo?». Annuisco

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