CAPITOLO V

745 Parole

CAPITOLO V Cosette dopo la lettera Durante questa lettura, Cosette cadde in uno stato di fantasticheria. Nel momento in cui alzava gli occhi dall’ultima riga del quaderno, il bell’ufficiale (era la sua ora) passò davanti al cancello; Cosette lo trovò orribile. Tornò a contemplare il quaderno. Era scritto con una calligrafia meravigliosa, a quanto pensò Cosette; tutto colla stessa mano, ma con diversi inchiostri, ora nerissimi ed ora scolorati, come quando uno mette acqua nel calamaio, e quindi in giorni diversi. Si trattava dunque d’un pensiero che s’era versato, sospiro per sospiro, irregolarmente, senz’ordine, senza scelta e senza scopo, a caso là dentro. Cosette non aveva mai letto nulla di simile; quel manoscritto, in cui vedeva molta più luce che oscurità, le faceva l’effetto d’u

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