CAPITOLO III Luigi Filippo Le RIVOLUZIONI hanno il braccio terribile e la mano felice: colpiscono sodo e scelgon bene. Anche incomplete, anche imbastardite, maltrattate e ridotte allo stato di cadetta, come la rivoluzione del 1830, rimane loro quasi sempre tanto di lucidità provvidenziale, perché non possano cader male. La loro eclisse non è mai un’abdicazione. Però, non vantiamoci troppo forte; anche le rivoluzioni s’ingannano e si sono visti gravissimi sbagli. Torniamo al 1830. Il 1830, nella sua deviazione, fu fortunato; nel consolidarsi della situazione che venne chiamato ordine, dopo che la rivoluzione rimase in tronco, il re valeva più della regalità. Luigi Filippo era un uomo raro. Figlio d’un padre al quale la storia accorderà certo le circostanze attenuanti, ma altrettanto

