Capitolo 26 Estate 1191 Ermanno non era più considerato un criminale, e la comprovata ed evidente stima del Re lo rendevano ormai abbastanza invulnerabile da chi poteva dichiararsi danneggiato dall’operato degli incappucciati. Matteo di Salerno, d’altronde, aveva fatto di tutto per ristabilirlo a dovere. Subito dopo l’accordo raggiunto tra i due re, Ermanno era stato inviato, a nome del Protonotario, in missione diplomatica dai capi della rivolta saracena. Il cavaliere salernitano aveva finora eseguito il lavoro sporco delle trame stabilite dal saggio zio, ma ora aveva la possibilità di mettersi in mostra davanti all’intero Regno. Ermanno stava per diventare sotto Tancredi quello che Roberto era stato sotto Guglielmo. E d’altro canto il figlio bastardo del Vescovo di Catania aveva tutte

