Capitolo quindicesimo-2

2506 Parole

Il cieco sentiva la voce dell'altro compagno, che lì davanti a loro domandava l'elemosina. “Adesso non farete come l'altra volta”, disse Efix. “Se vi azzuffate e vi arrestano, io, in verità, me ne lavo le mani.” Allora il cieco vero si chinò sul cieco finto, e gli chiese a denti stretti, sottovoce: “Perché hai fatto questo, fariseo?”. “Perché mi pare e piace.” Efix sorrideva. Il cieco vedeva questo sorriso e se ne esasperava: tutta la sua ira contro il compagno ladro si riversò sul compagno buono. “Io non voglio più venire con te: piuttosto mi butto per terra e mi lascio morire. Tu sei uno stupido, un buono a niente: tu vieni con me per divertirti e tormentarmi. Va' e impiccati, va' al più profondo dell'inferno.” “Tu parli così perché sai che non ti abbandono”, disse Efix. “Tu sebbe

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI