Ovviamente, Elisa non aveva fatto parola delle sue intenzioni a nessun altro. Antonia sapeva, ma non lasciava trapelare nulla. I genitori, quella sera, la credevano nel laboratorio della signora Maria, come sempre. Fece i suoi primi passi nella sala, le mani strette sul grembo, gli occhi che passavano in rassegna le foto e i poster appesi alle pareti. La stanza era modesta, con dieci sedie poste in circolo, e un sofà dove probabilmente si appisolavano i bambini quando le riunioni diventavano troppo lunghe. «Elisa, vieni a sederti accanto a me!» esclamò Barbara, un largo sorriso a evidenziare i due solchi ai lati della bocca e gli occhi piccoli e chiari. Le altre donne ricambiarono il sorriso ed Elisa si stupì di sentirsi a suo agio mentre avanzava e occupava la sedia rimasta vuota. «

