aveva vomitato sangue, e adesso giaceva esausto nel suo lettino di vergine martire, tormentato, più che dal suo male, dall’impotenza a proseguire la sua opera di bene. Concezione si sentì anche lei ripresa in quel cerchio di dolore e di morte. Che poteva fare? Ricominciò a pregare. “Signore, sia fatta la volontà tua”; e ricadde in un senso di attesa, come chi è caduto in fondo a un burrone e spera, pur con le ossa rotte, in un aiuto sovrumano. E un filo di speranza le arrivò proprio da chi meno se l’aspettava: dal signor Calogero, che venne verso sera, quando già anzi faceva buio, ed era vestito in borghese, con la cravatta azzurra, i polsini bianchi inamidati che gli arrivavano fino alla metà delle mani. Gli occhi brillavano nel viso colorito; sembrava un mercante di campagna, vestito a

