I A. D. 2303 Se un tempo davvero erano esistite le stagioni così come si studiavano sui libri di scuola, Greta Grey avrebbe voluto immaginarsele a quel modo. La decorazione del campus accademico di Heaven Harbor in occasione della “settimana di primavera” quell’anno non lasciava davvero spazio a paragoni coi semestri precedenti. Alle intersezioni dei sentieri che tagliavano secondo linee geometriche il prato perfettamente falciato, sorgevano alberi di pesco e ciliegio artificiali, morbide nuvole di fiori bianchi e rosa che in prospettiva davano l’idea di giganteschi batuffoli di cotone sguscianti dalle finestre ad ogiva degli edifici scolastici, dagli archi in bassorilievo della cattedrale, dai tetti spioventi del complesso che ospitava la biblioteca e le aule studio. Greta inspirò l’ar

