III-3

1902 Parole

Si rivolse al suo amico, strizzandogli l’occhio come se si fosse appena lasciato andare a una confidenza inaspettata. Lo pregò cerimoniosamente di aspettarli all’ingresso, poi prese galantemente la sua ospite per mano e la condusse alla scala di metallo che portava ai laboratori. L’ambiente era totalmente asettico, illuminato da piccoli, abbaglianti fari incastonati nel soffitto piuttosto basso: nel complesso ricordò a Lara le vaste sale della sezione ospedaliera della Guglia. La differenza d’illuminazione col chiarore soffuso della superficie la costrinse a socchiudere gli occhi; da quando aveva battuto la testa, inoltre, i suoi terribili attacchi d’emicrania erano diventati un rischio costante. - Da questa parte. Non fraintendermi, sono nervoso anch’io quanto te. Ho voluto rimandare il

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