20.

1443 Parole
Logan chiude la porta con due mandate. «Mi spieghi perché siamo scappati?» sbraita, ma, quando si volta, non vede nessuno. Rimane un attimo confuso, poi «Caleb?!» strilla. Ed è da maleducati, lo sa – specialmente perché la madre del suo amico lo strozzerà – ma è un tantino nervoso, al momento. Sbuffa e comincia a correre su per le scale. Quando nel corridoio buio non vede nessuno, «Caleb!» ringhia, di nuovo. «Che vuoi?!» Logan fulmina con uno sguardo omicida il ragazzo, che lo squadra con superiorità un attimo prima di sparire di nuovo in bagno; marcia verso la stanza e comincia a muovere le mani in preda all'esasperazione. «Perché mi hai fatto andare via da casa di Josh?» L'altro lo ignora e si sciacqua la faccia nel lavandino. «In questo modo, poi.» Caleb fa con calma, asciugandosi il viso, rimettendo a posto la salvietta e poi guardando Logan con un sorrisetto dei suoi. «Ma devo sempre spiegarti tutto io?» «Bah.» Logan sbatte il palmo della mano contro la porta. Si agita un po' sul posto, poi sbuffa e guarda l’amico. Perché deve sempre arrendersi, quando si tratta di Caleb? Caleb ghigna, soddisfatto. «Ok. Te la faccio semplice. Il tuo dovere, ieri sera, l'hai fatto. E sono contento, davvero.» Si gratta il mento, pensieroso, e supera Logan uscendo dal bagno. «Ma. Adesso non puoi farti trovare al suo fianco tutto estasiato perché, semplicemente, no. È un po' complessa come cosa, ma ti assicuro che ha un suo senso.» Logan gli va dietro. «Che io ancora non ho capito» borbotta. «Mio Dio.» Caleb si sfila la maglietta macchiata da sostanze non meglio identificate, la studia un attimo con aria critica e poi la getta ai piedi del letto. «In pratica devi far sentire la tua mancanza a Harry» dice, togliendosi anche le scarpe e girando per la sua camera con l'intento di tenere occupate le mani. «Io sono d'accordo sul fatto che devi darti una svegliata e fargli capire che sei seriamente innamorato di lui, ma non approvo questa sua improvvisa voglia di farti del male e blah blah blah.» Si china per recuperare il suo zaino di scuola e comincia a tirare fuori i libri. «Perciò, si sveglierà solo per realizzare che tu non sei al suo fianco e capirà quanto questo non gli vada affatto bene.» Ammassa il materiale sulla scrivania, annuisce convinto e poi si volta a guardare Logan. La sua espressione sconvolta non deve arrivargli nel modo giusto, perché Caleb sorride soddisfatto e «Sono un genio» decreta. Logan resta immobile a fissarlo, manco gli fossero spuntate due teste, poi scuote il capo. Caleb aggrotta le sopracciglia. «Dimmi che sono un genio, Lolly.» «Io vado a dormire.» «Sei uno stronzo» sibila Caleb, afferrando la prima cosa a portata di mano – un cappello – e lanciandogliela contro. «Capito? Sei uno stronzo ingrato.» Ma Logan si raggomitola tra le coperte, brontolando, e lascia al suo dito medio il compito di rispondere. Serrando con forza gli occhi, immagina di sentire ancora il calore di Harry al proprio fianco. *** «Vai a casa?» La giacca gli sfugge di mano e Harry si affretta a raccoglierla da terra. Guarda di traverso Jake e annuisce. «Ho dato una sistemata in giro, ma ho già detto a Josh che vado via.» Da quando lo mette così a disagio parlare con lui? «E poi ci sono un po' troppi adolescenti addormentati in mezzo alle palle per riuscire a pulire.» «E farai sosta a casa di Caleb, nel tragitto?» Harry fissa con un'occhiata torva il sorrisino sul volto dell’amico. «Jake» sibila. L'altro solleva le mani e gli fa capire che sta solo scherzando. Indossa una felpa e segue Harry in giardino, strofinando i palmi sulle braccia appena l'aria fredda investe entrambi. Il terreno è ricoperto interamente da bicchieri, bottiglie, cartacce e qualche pazzoide che ha deciso di dormire all'aperto nei sacchi a pelo. Una ragazza solleva la testa, al loro passaggio, poi la lascia ricadere e torna a dormire. Jake affianca Harry sul vialetto e riprende a parlare. «Sai, non ricordo un cazzo di ieri sera, più o meno.» Tossisce nel pugno. «Mi sono gettato sull'alcol, e non so nemmeno il perché.» «Io ricordo tutto» Harry dice, guardandolo senza una precisa emozione negli occhi. «Ho bevuto, ma volevo essere in grado di capacitarmi delle mie azioni.» «Pensavo il tuo unico obiettivo fosse… Non lo so... devastarti?» Già. Doveva essere quello. «Lo pensavo anch'io.» Harry avverte la nota amara nelle sue stesse parole. «Poi qualcosa deve essere andato storto.» «Tipo?» Harry calcia una lattina di birra e sbuffa. «Non so nemmeno perché queste cose le sto raccontando a te» dice, rendendosi conto di risultare abbastanza contraddittorio. Hanno sistemato le cose, no? L'hanno fatto, ma si sente comunque strano mentre parla con Jake, soprattutto perché la maggior parte dei suoi pensieri gravita intorno a Logan e non gli piace parlare di Logan proprio con lui. Che qualcuno lo biasimi. Jake si limita a stringersi nelle spalle. «Non sei obbligato, eh.» Ma c'è solo Jake, qui. Tyler è a due ore di distanza. Con Caleb ancora non parla. E non può sfogarsi su Logan con Logan. Perciò, «Ho sentito tutto quello che Logan mi ha detto. Ogni singola parola» sibila, prima di pensarci troppo su e potersene pentire. «Erano cose belle?» Lo guarda, incerto, poi torna a fissare i propri piedi che calpestano a piccoli passi la ghiaia. E tutto questo gli sembra assurdo, ma nella peggiore delle ipotesi che riesce a figurarsi Jake lo tradisce e corre da Logan a rivelare quello che gli ha detto. Solo che non sarebbe questa gran cosa. A Harry potrebbe dispiacere il non aver mantenuto fede ai suoi progetti, ma nient'altro. Logan ama lui, non Jake. Se anche ci fossero altre bugie e carognate in agguato, Harry ne è ormai pienamente sicuro. Riflettendo su questo, guarda di nuovo il ragazzo al suo fianco. «Sono nella merda, Jake» dichiara. «E, come hai detto tu, volevo solo bere e fare cazzate di cui poi magari mi sarei pentito, ma che mi avrebbero fatto sentire vivo. E libero.» Prende fiato. «Invece stamattina mi sono svegliato. Logan non era al mio fianco e questo mi ha dato un fastidio immenso, insieme alla confusione dovuta a tutto quello che mi ha detto.» Fastidio? La sorpresa iniziale è stata spazzata via dagli interrogativi e dalla rabbia... Dannazione! Quella era pura voglia di prendere a pugni qualcosa. «Dovevo avere io il coltello dalla parte del manico, questa volta. Invece sembra che ce l'abbia lui. Ce l'ha sempre lui, anche quando non ne è consapevole riesce ad avermi in pugno.» Finisce di parlare con addosso la fastidiosa sensazione di aver detto troppo. Ma si sente così leggero... Non importa se è Jake quello con cui sta parlando, davvero. È pur sempre la persona che è riuscita ad ammettere di essere attratta anche dai ragazzi. E l'ha detto a lui, tra tutti. Quindi. Jake resta un attimo in silenzio, poi parla: «Ok, non ti darò consigli perché è ancora presto per aiutarti.» Smette di camminare e si volta verso di lui. «Ma Caleb lo sta aiutando. Capisci? Immagino che sia lui la mente dietro a quello che fa Logan» dice, lasciandosi scappare un sorriso. «Per quel poco che lo conosco, ti assicuro che lui sarebbe rimasto con te e si sarebbe lasciato plasmare come creta tra le tue mani, perché ormai deve solo sistemare la storia. Non resta altro.» Harry assottiglia lo sguardo e muove qualche passo. «Odio dover ammettere che continui a dare sempre ottimi consigli.» È seccante, già. «Non mi nascondi più niente, vero?» Jake ride. «No. Tranquillo. Ti prometto che da adesso in poi sarò trasparente.» Harry lo guarda, lasciando che la diffidenza si trasformi in un ghigno divertito, e «Non devi essere trasparente» specifica. «Mi basta solo che il tuo lato gay non cerchi di portarsi a letto il mio ragazzo.» La bocca di Jake si spalanca in puro stupore e lo fissa un attimo, interdetto. Poi scoppia a ridere e lo spintona senza forza. «Accordato.» *** [11:03] TyTy: Non devo fare pace con Logan, ok? Mi sono semplicemente allontanato per tu sai bene quale motivo. [11:03] TyTy: Non devo proprio dire a nessuno di chi divento amico o meno. [11:04] TyTy: Non intendo parlare con Jake e non richiedermelo una seconda volta. [11:05] TyTy: Ho già accennato la cosa ai miei genitori. Devo portarmi avanti con la scuola e poi verrò da voi. [11:09] TyTy: Devi dire a Logan che sua madre sta diventando paranoica. Se non comincia a farsi sentire più spesso, sarà lei a venire lì. E non per una visita di cortesia.
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