Capitolo QuintoIl chiarore di un’aurora dai riflessi purpurei si stava diffondendo sulla città, quando un carro comparve dinanzi alla casa della famiglia Armenardi. Stefano, dopo aver trascorso una notte insonne, era in piedi accanto al letto in preda all’agitazione. Era arrivato il momento della partenza per la precettoria di Santa Maria del Tempio. La mente era attraversata da mille pensieri e ricordi, il ragazzo sentiva che la sua vita era giunta a una svolta che l’avrebbe cambiato per sempre. Per calmarsi, ripensò a ciò che era accaduto il giorno prima in riva all’Adige, all’incontro con quella specie di diavoletto dai tratti angelici con cui aveva trascorso dei momenti indimenticabili. “Chissà cosa starà facendo, vorrei tanto che fosse qui con me”, pensò, “spero che non la costringan

