Capitolo 5-2

2267 Parole

Ma il più contento di tutti era il principino; mattina e sera nella vigna, nel giardinetto, a zappare, a trasportar terra, a costruire case di creta; poi, quand'era stanco di queste occupazioni, su a cavallo d'un asino o d'una mula a scorrazzare di qua e di là, e se il cameriere, o il fattore o le altre sue guide non lo lasciavano andare dove gli talentava, dava all'uomo le frustate che sarebbero toccate alla bestia. Solamente la vista del padre l'infrenava, perché il principe lo aveva educato a tremare a un'occhiata; ma tutti gli altri parenti lo lasciavano fare. La principessa lo contentava ad un cenno; la zia Ferdinanda contribuiva anche a viziarlo, come erede del principato; ma don Eugenio lo contristava, adesso, peggio che in città con le sue lezioni. Il ragazzo, quando stava attento

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