L'Abate, o di buona o di mala voglia, doveva lasciarli fare. Egli del resto chiudeva adesso un occhio, perché aveva da propiziarseli. Camillo Giulente, compiti vent'anni ed espressa la ferma decisione di pronunziare i voti, era passato al Noviziato formale. C'era stato bisogno di una votazione, per questo, e l'opposizione contro l'intruso, scatenatasi più violenta, aveva gridato e minacciato alto per impedire la sanzione dello scandalo. Ma l'Abate aveva insistito personalmente presso tutti i Padri, raccomandando quel ragazzo, facendo rilevare le sue eccellenti qualità, il profitto ricavato negli studi, la sua triste situazione di orfano povero. Ai capoccia aveva fatto parlare dal Vescovo e scrivere dai parenti, dalle persone che potevano esercitare qualche influenza sull'animo loro: così q

