Guardò in alto, nel cielo oltre la nube di volantini sparata dal cannone, dove veniva proiettata la scritta contro l’azzurro: PER LA NOSTRA CITTÀ, PER NEAPOLIS LIBERA. E non poté più tornare agli occhi di smeraldo. Il cielo fu velato da una decina di aviotrasportatori militari; ce n’era abbastanza per una piccola rivolta, e per un attimo Lucci sperò che si dirigessero verso il mare per controllare un attacco (prevedibile a quei tempi) di pirati leghisti. E invece no, erano lì per loro, per il loro Movimento, per disperdere tutta quella folla che erano riusciti a radunare con le loro idee anti-nazionali. Furono lanciati fumogeni che isolarono immediatamente il palco dal resto degli astanti; per qualche secondo, con gli occhi che lacrimavano e bruciavano, Massimo cercò la ragazza in mezzo al

