II. Il lumino ardeva nel portico, davanti alla nicchia di San Simone Giuda. Nulla era cambiato nella casa di Tognina: soltanto, i fanciulli eran diventati giovani, i bambini fan- ciulli, ed altri bimbi eran nati. Carissima s’era alquanto in- grassata, la zia Elena aveva perduto i denti. La Tognina era sempre la stessa, malaticcia, nera, indifferente, d’età incerta: pareva che per lei il tempo non passasse, o meglio non esistesse neppure, come non esiste per la mummia chiusa nel suo sacco impermeabile. Anche nella camerac- cia di Adone persisteva l’odore delle patate e delle piume, e il romorìo dei topi allegri e sfacciati. Egli andò a letto, dopo aver accuratamente appeso i suoi vestiti al vecchio attaccapanni che sembrava un

