21. L’apoteosi di un piano perfetto Gabriele ne aveva abbastanza di viaggiare a bordo di un torpedone che si fermava in ogni paesino, frazione e pensilina sperduta in mezzo al niente: in quasi due ore aveva percorso poco più di sessanta chilometri. Aveva voglia di sgranchirsi le gambe e di mangiare qualcosa di dolce. Giunto a Oleggio, scese dalla corriera e quasi svenne dal caldo. Se la Val D’Aosta gli era sembrata soffocante, lì sembrava di stare dentro una stufa. Si rifugiò subito in un centro commerciale sotto il getto dell’aria condizionata. In un bar acquistò un bombolone e una tavoletta di cioccolata. Mentre mangiava, percorse la galleria guardando i negozi. C’era tanta di quella roba che avrebbe voluto comprare. Indugiò a lungo davanti alla vetrina di un centro di telefonia. Gli

