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593 Parole

17– Alina. Sei pronta? – Sì, sì, signora, sono pronta. Arrivo. – Allora d’accordo – preciso salendo in macchina – non dire niente. Sei troppo coinvolta, potresti dire la cosa sbagliata. E se proprio devi parlare, non chiamarmi signora. Te l’ho detto mille volte. Maria, Maria. Io sono Maria. – Hai ragione… Maria. Ma è difficile per me. – Sforzati. E ora concentriamoci sulla strada. Dimmi bene l’indirizzo. Non è facilissimo trovare il vecchio edificio dove le ragazze, amiche di Viktoria abitano, ma in qualche modo finiamo per arrivarci. Ci accoglie una squallida periferia, con i suoi marciapiedi sconnessi, gli alberi spelacchiati e polverosi, gli edifici dalle facciate scrostate e sbiadite, i terrazzini ingombri di cianfrusaglie rovinate dalle intemperie. Alla fine di una strada cieca

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