Capitolo XII Era sempre il primo ad arrivare. Ci si poteva regolare l’orologio. Alle sette e mezza del mattino, cinque giorni alla settimana, il professor Dogliani varcava la soglia della Mater Misericordiae, con qualsiasi tempo, qualunque cosa succedesse. Quel lunedì, in un’alba che stentava a illuminarsi, il professor Redento Dogliani, attraversata la porta girevole, buttò un occhio nella stanzetta del guardiano, oltre il bancone. L’uomo dormiva ancora, il braccio piegato sugli occhi. Si infilò nell’ascensore e salì direttamente al terzo piano. Posteggiata davanti alla clinica aveva visto la Mercedes di Volpiani; l’autista, appoggiato allo sportello, fumava. Si era raddrizzato quando lui era passato, aveva fatto un breve cenno con il capo e aveva nascosto istintivamente la sigaretta

