Capitolo XLI Erano stati in silenzio durante tutto il viaggio. Rientrati al commissariato, si chiusero nell’ufficio di Scuteri, nel suo Anselmi non si sentiva al sicuro dalle orecchie di Volpiani. «Sarà una paranoia, ma qui dentro potrebbe esserci di tutto. Controlli zero, bonifiche zero. La presunzione di essere nel fortino dei buoni, come quando da bambini giocavamo a Guardie e Ladri. E così le mafie, i servizi deviati e adesso anche questi, questi... non so come chiamarli, preti possono spiarci come cazzo vogliono.» «Sospetta di qualcuno?» «Con quello che la squadra ha fatto negli anni, potrebbero essere corrotti tutti: qui non c’è molto ricambio generazionale.» «Io sono pulito!» protestò Saccodipane. «Certo, scusa. Tu non puoi essere che pulito...» convenne Anselmi. «Sento dell

