Ha sorriso, benché il suo viso esprimesse certo tutt’altra cosa che l’allegria, o l’ironia. D’altronde, ero molto sorpreso della mia calma. Forse, questa formava, con l’umiltà delle mie parole, un contrasto che la incuriosiva, la imbarazzava? M’ha guardato più volte furtivamente, sospirando. “Che volete dire di mia figlia?” “L’ho vista ieri, in chiesa.” “In chiesa? Mi stupite: le ragazze che si rivoltano ai genitori non hanno nulla da fare, in chiesa.” “La chiesa è di tutti quanti, signora.” M’ha guardato di nuovo, stavolta in faccia. Gli occhi sembravano sorridere ancora, ma tutta la parte bassa del suo viso indicava la sorpresa, la diffidenza, un’ostinazione inesprimibile. “Voi siete vittima d’una personcina intrigante.” “Non la spingete alla disperazione” ho detto; “Dio lo proib

