VI. Tre cuori di uomo fatti diversamente-1

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VI Tre cuori di uomo fatti diversamenteFebo, intanto, non era morto. Gli uomini di quella risma hanno la pelle dura. Quando mastro Philippe Lheulier, avvocato straordinario del re, aveva detto alla povera Esmeralda: Sta morendo, era stato per errore o per prendersi gioco di lei. Quando l’arcidiacono aveva ripetuto alla condannata: È morto, per la verità non ne sapeva nulla, ma lo credeva, ci contava, non ne dubitava, lo sperava in cuor suo. Sarebbe stato troppo duro per lui dare alla donna che amava buone notizie dell’uomo di cui lei era invaghita. Ogni uomo, al suo posto, avrebbe fatto altrettanto. Non è che la ferita di Febo non fosse stata grave, ma era meno grave di quanto l’arcidiacono sperava. Lo speziale, presso il quale i soldati della ronda lo avevano portato sul momento, aveva

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