SEGUITO A COMPROMETTERMI Venne a trovarmi, la mattina dopo, mio suocero. Dovrei dir prima (ma non dirò) fin dov'ero arrivato con l'immaginazione, farneticando per gran parte della notte, a furia di trar conseguenze dalle condizioni in cui m'ero messo di fronte agli altri, non solo, ma anche rispetto a me stesso. M'ero sottratto affannato a un breve sonno di piombo, con la sensazione dell'ostile gravezza di tutte le cose, anche dell'acqua raccolta nel cavo delle mani, per lavarmi, anche dell'asciugamani di cui dopo m'ero servito; quando, all'annunzio della visita, improvvisamente mi sentii tutto alleggerire da un pronto risveglio di quell'estro gaio che per fortuna come un benefico vento m'arieggia ancora a tratti lo spirito. Feci volar l'asciugamani e dissi a Nina: «Bene bene. Fallo a

