Capitolo XXVIII Passarono sei mesi. Regnava l'inverno con il crudele silenzio del suo limpido gelo, con la neve che scricchiola, con la brina rosata sui rami degli alberi, col violaceo pallore del cielo, con i cappelli di fumo sui camini, con le nuvole di vapore che escono dalle porte aperte per un istante, con i visi come morsi dal freddo, col trottare veloce dei cavalli infreddoliti. La giornata di gennaio ormai volgeva alla fine, l'aria della sera era rigida e immobile, il tramonto color sangue si spegneva rapidamente. Alle finestre della casa di Mar'ìno si erano accese le luci; Prokòfjič, in frac nero e guanti bianchi, apparecchiava la tavola per sette con una cura particolare. La settimana precedente, nella piccola chiesa parrocchiale, tranquillamente e quasi senza invitati, erano

