— Un pacco di lettere. Il pallore aumentò. Egli si rovesciò un poco all'indietro sullo schienale. — Le avevate lette? — No. Che cosa credete che contenessero? Un gesto vago. — Vi ho detto che ho sempre tutto ignorato di mio padre. — E… dei conti Merani? La testa gli doleva troppo. Non aveva tempo e modo di prender le tangenti. — Che c'entra? Sono estranei. Ma questa volta era visibilmente turbato. Faceva ballare le lunghe gambe con un movimento nervoso. — Per favore… — fece De Vincenzi e gli fermò il ginocchio. — Non sono estranei, se voi dovete battervi a duello col conte e se vostro padre avrebbe voluto impedire… quella che lui chiamava una pagliacciata! — Mio padre aveva idee fatte, pregiudizi… De Vincenzi non sorrise. — Lasciamo andare. Vi ho detto quel che è avvenuto. Ci

