Capitolo LVI

979 Parole

Capitolo LVIPorto di Cesarea Sexto Decimo Kalendas Ianuarii dell’anno DCCLXIII dalla Fondazione di Roma «Bar-abbâ. Vogliamo lui. E tu sarai la nostra esca per attirare quel ribelle come un’ape col miele.» Raḥel stava ritta al centro della piccola cabina di prua, quella che le era stata assegnata al momento di salpare dalle banchine di Ostia e che l’aveva ospitata fino all’attracco di Cesarea. Dentro di sé aveva sempre saputo quello che Cesare Augusto voleva da lei, ma aveva sperato a lungo che non si trattasse di questo. Non era una traditrice, per quanto gli ultimi avvenimenti avessero cambiato il suo rapporto con Roma, non si sentiva affatto pronta a vendere i suoi vecchi compagni. Gli anni erano passati e Bar-abbâ non era ormai che una figura dai contorni indistinti, riposta con cura

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