Capitolo 2 Le grandi giornate di Longeverne Oh, issa, oh, issa! ansava il gruppo dei dieci carpentieri di Lebrac sollevando, per metterla al suo posto, la pesante armatura del tetto del fortino. E al ritmo impresso da questo comando collettivo, venti braccia, contraendo all’unisono i loro muscoli vigorosi, la sollevarono fin sopra la cava per sistemare bene le putrelle negli incavi preparati da Tintin. «Piano, piano!» diceva Lebrac. «State attenti che spaccate tutto! Su! Ancora un po’ più avanti, Bébert! Ecco, così va bene... No! Tintin, ‘slarga’ un po’ il primo buco, è troppo indietro! Prendi l’accetta; dai, forza!» «Benone! Adesso entra!» «Non aver mica paura, è solido!» E Lebrac, per dimostrare la perfezione del suo lavoro, si sdraiò trasversalmente su questo telaio a strapiombo

