XIII.Come d’Artagnan, nel ritrovare Porthos, si accorgesse che non sempre le ricchezze formano la felicità. D’Artagnan passò il cancello e si trovò di faccia al castello. Quando poneva piedi a terra comparve sul verone una specie di gigante. Si renda giustizia a d’Artagnan: a parte da ogni sentimento di egoismo, gli balzò il cuore di gioja all’aspetto di quell’alto personale e di quel volto marziale che gli rammentavano un uomo buono e prode. Corse incontro a Porthos e si gettò nelle sue braccia. Tutta la servitù disposta in circolo, a distanza rispettosa, guardava con umile curiosità. Mousqueton in prima fila si asciugò gli occhi; il povero giovinotto non aveva cessato di piangere per l’allegrezza dacchè aveva riconosciuti d’Artagnan e Planchet. Porthos prese a braccetto d’Artagnan, e

