«Ah Maestà! esclamò Laporte, il signor d’Artagnan ha molta ragione». La regina riflettè e sorrise, da donna in cui non sia nuova la finzione. «Di fatti.... balbettò. «Signor Laporte, disse d’Artagnan, andate a traverso ai cancelli del Palazzo Reale ad annunziare al popolo che a momenti sarà soddisfatto; che fra cinque minuti non solo vedrà il re, ma lo vedrà nel suo letto; aggiungete che il re dorme, e la regina prega si faccia silenzio onde non destarlo. «Ma non già tutti, una deputazione di due o quattro persone.... «Tutti, Maestà. «Ma pensate che ci terranno qua sino a giorno! «Ne avremo per un quarto d’ora. Io tutto garantisco, signora; credete a me, conosco il popolo, è un gran fanciullo, e basta accarezzarlo; dinanzi al re dormiente sarà muto, docile e timido come un agnello.

