II.

2224 Parole

II.Dillon si recava a Chicago una volta all’anno per acquistare merci per il suo emporio. Trueman lo accompagnava di solito sino a St. Joseph, ma non andava oltre. Per lui Chicago era “troppo grande”. Non gli piaceva essere uno dei tanti, far parte della folla anonima, non si sentiva di casa in una città dove nessuno sapeva chi fosse J. H. Trueman. Fu una di queste gite a Chicago che segnò la fine, per me e per loro: una fine stupida, priva di senso, banale. Già leggermente “infetto” dalla campagna di propaganda per la libera circolazione dell’argento, una primavera Dillon ritardò la propria visita a Chicago per poter presenziare al congresso del partito democratico, quel congresso in cui Bryan1 fu nominato candidato alla presidenza per la prima volta. La sera successiva al suo ritorno

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