XIX Dopo tre giorni di vuoto investigativo, colonizzato dalle indagini sulle esistenze dei ricattati, Crema convocò i tre “ragazzacci” nel suo ufficio. Fuori faceva un freddo cane e a nessuno venne in mente, per fortuna, di proporre una passeggiata di riflessione. Torino viveva una fase di passaggio in attesa di indossare l’abito di gala per il Natale. “È saltato fuori qualcosa di nuovo sui vessati da Donatiello?”, domandò Crema recuperando il suo fidato notes dal primo cassetto del mobile sotto la scrivania. “Negativo”, replicò Marini, senza aggiungere, ovviamente, altro. “Avevano tutti e tre buoni motivi per far fuori Mastro Don Gesualdo”, esordì Ansaldi. “Mastro chi?”, lo stoppò Quadrini. A Sergio scappò da ridere notando l’espressione sul viso dell’ispettore. Pensò che il paragon

