CAPITOLO 6 IL PUNTO DI VISTA DI CLARA Lo shock era un blocco di ghiaccio nelle mie vene, ma la rabbia che seguì fu un torrente di lava. Non mi mossi. Non potevo. I miei tacchi sembravano saldati al prezioso parquet. «Si sieda, Clara», disse Alessandro, con una voce dolce come velluto avvelenato. Indicò con la mano le sedie di fronte alla sua scrivania. «Cosa ci fa lei qui?» riuscii a sputare, la voce strozzata dall'emozione. Un sorriso quasi impercettibile sfiorò le sue labbra. «Si sieda. Lei è venuta per un colloquio, no?» La razionalità lottava contro la tempesta in me. «Sì, ma non… non mi aspettavo di vederla qui.» Le sue sopracciglia si inarcarono, fingendo sorpresa. «È così che mi ringrazia? Dopo che l'ho salvata dalle grinfie di un ladro ieri sera?» Il ricordo della mia vulne

