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2072 Parole

Con l’aiuto dell’avvocato, Fulvio e Biagio entrarono in una casa blindata. Camminarono nella penombra creata dagli spiragli di luce dalle finestre; poi accesero delle candele per guardarsi meglio intorno. Gli sembrava di muoversi in un sogno, ogni immagine era deformata, il silenzio inquietante amplificava la loro angoscia. A ogni passo respiravano polvere e ricordi, ogni angolo custodiva una memoria: il volto angelico di Eleonora china a ricamare o a curare i suoi fiori; la confusione della famiglia intorno alla tavola imbandita; Arrigo che ascoltava commosso Fulvio bambino suonare il violino; la piccola Rosa che sbuffava, obbligata a danzare per un pubblico di parenti, o che correva nel grande giardino; Sofia che si prendeva la scena a ogni discussione; Teresa e i suoi proverbi napoleta

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