- Ah! - rispose lui. - Non è questo, no, signor marchese. E’ che lo stomaco non mi dice. L’ho pieno di veleno! Un cane arrabbiato ci ho. - Bene, - dissero gli altri. - Ringraziate Iddio. Qui nessuno vi tocca. Fu un colpo tremendo per mastro-don Gesualdo. L’agitazione, la bile, il malanno che ci aveva in corpo... La notte passò come Dio volle. Ma il giorno dopo, all’avemaria, tornò Mèndola intabarrato, col cappello sugli occhi, guardandosi intorno prima d’infilar l’uscio. - Un’altra adesso! - esclamò entrando. - Vi hanno fatto la spia, don Gesualdo! E vogliono stanarvi anche di qua per costringervi a mantenere ciò che ha promesso il canonico... Ciolla in persona... l’ho visto laggiù a far sentinella... Il marchese, ch’era tornato arzillo e gaio fra tutto quel parapiglia, aguzzando l’udi

