Ma don Gesualdo s’ostinava, peggio di un mulo: - Sissignore, siamo parenti. Ma qui siamo venuti per la gabella delle terre comunali. Io ho fatta l’offerta di sei onze e quindici tarì a salma. - Villano! Testa di corno! Don Filippo, in mezzo a quel trambusto, fu costretto a sedere di nuovo sul seggiolone, sbuffando. Vuotò di un fiato il bicchiere d’acqua, e suonò il campanello. - Signori miei! - vociava il segretario, - l’ultima offerta... a sei onze e quindici! - Tutti se n’erano andati a discutere strepitando nell’altra sala, lasciando solo don Gesualdo dinanzi alla scrivania. Invano il canonico, inquieto, gli soffiava all’orecchio: - Non la spuntate, no!... Si son dati l’intesa fra di loro!... - A sei onze e quindici la salma!... Ultima offerta!... - Don Gesualdo! Don Gesualdo! - gr

