CAPITOLO XXVIII-2

2141 Parole

17 maggio mattina Il Granchio si svegliò con la chiamata di Vrasciuola. Il Meste Jakéle da Ponente si dirigeva verso Genova. Vrasciuola fece quello che doveva fare. Informò puntualmente Lanzese della convocazione di Malincontri per il sopralluogo nell’abitazione “di un certo Vercello, mort’ ammazzèto”. Funzionava sempre così. Nessuno, fuorché Vrasciuola poteva parlare direttamente e in qualunque momento col boss. Nessuno possedeva il numero riservato del cellulare irrintracciabile del Granchio eccetto l’amico dell’infanzia a Taranto. “Parlò u’ costrutteure?”. “IIhhh!”. “Belvedere Muntèlde 4, dumane alle 17.30. C’è sta pure u’ fetente”. “U’ grandissimo fetente” ripeté cantilenando Lanzese. Il Meste Jachéle riprese il largo. Quando si svegliò anche La Fenice chiese a Lanzese che cosa

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