Capitolo diciassette-2

1197 Parole

Sasha Maxim mi indicò un garage multipiano che saliva, saliva e saliva. Andammo fino al tetto. Non c’erano altre macchine lassù. Uscimmo per dirigersi al muro per guardare la città. «Mi piace» esclamai. Sembrava che la notte ci appartenesse. Era tutta nostra. Maxim mi amava. Non potevo – non volevo – impedire al pensiero di svolazzarmi intorno come un caldo sogno rosa. Sembrava troppo bello per essere vero. Come se da un momento all’altro potesse apparire la polizia amorosa per arrestarmi per aver impersonato una vera moglie. Insomma, era stato costretto a sposarmi. Non mi voleva nemmeno. Come l'avevo fatto innamorare? E come ci era riuscito lui con me? Chi stava ingannando chi? O era tutto davvero reale? Lo sembrava, ma avevo tanta paura di fidarmi. Sembrava tutto troppo facile.

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