I.-3

1571 Parole

— Cerco scusa a Vostra Eccellenza — fece lo sciancato, tutto confuso — eccomi pronto. E battè vivamente con la spazzola sul banchetto, mentre soffiava la polvere dalla picciola scarpa del giudice Scognamiglio. — Sempre numeri, sempre numeri, Domenico — disse severamente il magistrato. — Che ci volete fare, Eccellenza, è la passione. — È un vizio, Domenico. — E allora perchè lo mantiene il governo? E a chi faccio male io, giocando? Non ho figli, non ho moglie, quello che guadagno, mi basta, e quando non mi basta, non cerco niente a nessuno. Mi ubbriaco forse? Dico male del prossimo? Tiro coltellato? Rubo? — È un vizio — ribattè il magistrato. — Scusate, Eccellenza, ma qua vi sbagliate. Io non gioco il denaro degli altri, gioco il mio: sono o non sono il padrone? — Ma se vincessi, ch

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