Capitolo 4-4

457 Parole

Denali “Che ore sono?” Prendo il telefono e mi viene un brivido. Sono quasi le quattro. “Devo andare.” Mi alzo e prendo gli shorts. “Lo so.” Nash si piega per legarsi le scarpe. I suoi meravigliosi muscoli brillano nella pigra luce del pomeriggio. Nella sua voce c’è una pesantezza che mi stringe il petto. Sa cosa sto per dire. Quindi lo dico. “Già. Meglio che vada.” Guardo la parete, mentre mi infilo una maglietta, irrigidendomi per la freddezza delle mie parole. “Scusa. Ho una vita. Un lavoro.” Non sento neanche i passi, ed è dietro di me. “Non è finita qui, Denali.” Sento il cuore saltare e capovolgersi in aria. Certo che no. Chiedere di passare insieme un pomeriggio e poi dividerci è troppo. “Sono in ritardo. Devo andare. Per favore, Nash.” Mi volto per implorarlo. La sua espres

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