7. Una modella in piscina (parte seconda) Quando il cellulare di Giorgio gli squillò nella tasca dei pantaloni alle 4 e 45, per poco non gli venne un colpo. Come Agata aveva previsto. Non avendo una vita sociale degna di quel nome e non essendo un cardiochirurgo reperibile, le chiamate, al novanta per centro, riguardavano Manu. Era in mezzo alla vigna e il cellulare prendeva: un segno del destino. Quando lesse Agata sul display, urlò: - Pronto! - Ciao. Il fatto che la voce di Agata fosse tutta coniglietti e fiorellini, non era indicativo: non si preoccupavano delle stesse cose loro due. - Cos'è successo... - Niente. Non è successo niente - lo tranquillizzò lei. - Filippo ci ha chiesto di passare il pomeriggio in piscina. Giorgio si passò la mano libera tra i capelli. Lo sap

