6 Il “Castagno” era quasi vuoto. Un raggio di sole veniva di sbieco, da una finestra, a cadere giallo gnolo sui polverosi ripiani dei tavoli. Era l'ora morta delle quindici. Una musichetta sottile veniva a tratti dal teleschermo. Winston se ne sedeva nel suo solito angolo, fissando un bicchiere vuoto. Ogni tanto gettava un'occhiata a un'enorme faccia che lo riguardava dalla parete opposta. “IL GRAN FRATELLO VI GUARDA” diceva la scritta appostavi sotto. Pur senza esserne richiesto, s'avvicinò un cameriere e riempì, fino all'orlo, il bicchiere di gin della Vittoria, e vi lasciò cadere anche, da un'altra bottiglia che aveva un piccolo becco nel turacciolo di sughero, alcune gocce di certa saccarina profumata di chiodi di garofano, che costituiva la specialità del locale. Winston stava pre

