Tuttavia il suo sorriso candido e sincero, spuntato a sorpresa dalla folta barba nera, che portava lunga e compatta, la colpì inaspettatamente come un caldo raggio di sole. C’era gentilezza sia nei suoi occhi scuri, adornati da ciglia folte, sia nei suoi modi discreti. “Benvenuta” esordì con la sua voce profonda e vagamente musicale. “Il mio nome è Rosario Russo. Sarò a disposizione per tutta la durata della vostra permanenza a Roma, perciò qualunque cosa le servirà, non esiti a chiamarmi.” “Oh” esclamò Alice, contenta di sentirlo parlare in un inglese fluido, “credevo che lei fosse solo l’autista.” E che la sgualdrina che si strusciava in maniera indecente sul fianco di Tom fosse solo di passaggio. Rosario colse la direzione del suo sguardo alterato e chinò la testa, come fosse anche l

