IV.

3321 Parole

IV.Mark Tietjens si era coricato considerando la soddisfazione di una grande notte che aveva passato ultimamente. O forse non ultimamente: in un certo periodo. Sdraiato là fuori nelle notti scure, il cielo sembrava enorme. Si capiva come da qualche parte il cielo potesse nascondersi in esso. E tranquillo, a volte. Poi sentivi la terra che ruotava nell’infinito. Gli uccelli notturni gridavano sopra la testa: aironi, anatre, persino cigni: i gufi si tenevano più vicini alla terra, battendo lungo le siepi. Le bestie si davano da fare nell’erba lunga. Frusciavano in fretta; poi si fermavano a lungo. Senza dubbio un coniglio correva fino a trovare una pianta attraente. Poi mordicchiava a lungo senza che si sentisse alcun movimento. Di tanto in tanto il bestiame muggiva, o molti agnelli, forse

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