CAPITOLO VENTICINQUE

1825 Parole

CAPITOLO VENTICINQUE Sebastian stava in attesa del suo matrimonio. All’esterno appariva probabilmente fermo e calmo, non peggio di quanto uno sposo dovesse apparire nel giorno delle sue nozze, almeno. All’interno stava ribollendo, con la notizia che aveva appreso che lo scuoteva come un terremoto. Sofia era viva. “Va tutto bene, vostra altezza?” chiese un servitore. C’era un intero contingente a circondarlo, ronzandogli attorno come una squadra di scudieri che sistemavano l’armatura addosso a un qualche antico cavaliere. “Sto bene,” mentì Sebastian, perché cos’altro poteva fare a questo punto? Suonarono delle trombe, annunciando il momento in cui avrebbe dovuto affrontare questa situazione. I servitori lo portarono avanti. Forse pensavano che fosse del tutto naturale per un uomo esser

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