Capitolo 8Il riposo notturno (a fasi alterne) di Sebastiano veniva accompagnato da fantasie fuori della realtà e da personaggi strani con i quali nella vita normale non si sarebbe mai accompagnato, neanche per un caffè o scambiare un fugace saluto. La figura di Carmen e dello sfortunato don José si affacciavano al botteghino d’un ideale teatro: o meglio con la costanza di chi non vuole abbandonare la scena neanche dopo lo spettacolo. Le parole appassionate della Habanera risuonavano con ritmi cadenzati che andavano e venivano come echi lontani. La parola amour più volte ripetuta dalla protagonista batteva nelle tempie come una grancassa di ricordi riferiti a vicende mai vissute se non forse in sogno. Se io t’amo attento a te... L’avvertimento profetico della provocante sigaraia rimbombava

