CAPITOLO XI LA MORTE DEL MICIO Notte. Franco era al massimo della concentrazione, teneva le braccia tese sopra la macchina e continuava a digitare come in preda a un raptus. Teneva i polsi rigidi e muoveva le dita guardando dritto il foglio davanti a sé, ormai non aveva senza neanche più bisogno di cercare i tasti. Si limitava a osservare le parole che fiorivano una dopo l’altra sul foglio, come per magia, interrompendosi di tanto in tanto esclusivamente per passarsi un avambraccio sulla fronte madida di sudore. Era convinto che avrebbe vinto lui, che presto sarebbe finalmente riuscito a far svoltare il racconto nella direzione in cui voleva. Era certo che la storia che stava scrivendo avrebbe smesso di andare dove le pareva, di fare di testa sua, che finalmente lui sarebbe riuscito a do

