La congiura di Marcia Demetriade Fu Marcia, senza alcun preambolo, ad introdurre al cospetto dei pochi senatori congiurati – tra i quali spiccavano Pertinace, suo suocero Sulpiciano, padre di Flavia e Claudio Pompeiano, il marito di Lucilla – l’argomento scottante: “Commodo ha perso la ragione. Non ha più l’autorità, il prestigio, la capacità per governare tutti noi. Non è possibile affidare ad un folle, ad un demente che vede sicari nella propria ombra, il destino dell’Impero. Ha fatto uccidere Lucilla, l’imperatrice Crispina, illustri combattenti, consoli, prefetti, i suoi consiglieri più stretti, patrizi e plebei. Io vivo a Palazzo e lo vedo aggirarsi per i corridoi con una pelle di leone sulla testa e sul dorso. Mi fa paura. Ogni tanto urla: ‘Narcissus, vieni andiamo a combattere nell

