III. Un telegramma mi aveva avvertito di scendere a una città a dieci miglia dalla casa, così mi fu risparmiato il treno lento che portava alla stazione locale e viaggiai invece a bordo di un espresso. Non appena lasciammo Londra, la nebbia si dissolse e un sole autunnale, anche se privo di calore, dipinse il paesaggio di toni marrone dorati e gialli. Il mio umore migliorò mentre sedevo nell’elegante treno, sfrecciando davanti a boschi e siepi. Stranamente, l’ansia della sera prima era scomparsa. Era indubbiamente dovuta all’esagerazione di particolari cui induce la riflessione in solitudine. Era da più di un anno che io e Frances non ci separavamo e la sua lettera dalle Torri non mi diceva molto. Mi sembrava innaturale essere privato di quegli intimi particolari del carattere cui ero abi

