V. Eravamo deliziosamente abbandonati a noi stessi in quella pretenziosa magione di campagna con l’anima di una villa. Frances riprese a dipingere e, visto che il tempo era propizio, trascorreva ore all’aperto, a ritrarre fiori, alberi e scorci di paesaggio, il giardino, persino la casa stessa, la parte che dava sui frutteti. La signora Franklyn sembrava sempre indaffarata con una cosa o con un’altra e non interferiva mai con noi se non per proporci di andare a bere il tè in un altro punto del prato e così via. Era in continuo movimento, preoccupata, tuttavia non faceva mai niente. La casa la opprimeva. Non veniva nessun visitatore. Prima di tutto perché non si sapeva che lei fosse già tornata dall’estero e poi perché, credo, i vicini… i vicini di suo marito… erano sorpresi che avesse imp

